domenica 10 settembre 2017

COMMERCIALATE DA OSCAR


Di essere commerciali c'è modo e modo, dalla notte dei tempi dell'hip-hop.
Se nei '90 lo si condiva in salsa R&B e nei primi 2000 si sono viste spolverate rockeggianti, ora la miscela è tendente al pop. Il problema, come in cucina, non sta tanto negli ingredienti quanto piuttosto nella maniera di gestirli.
E a differenza di quanto va in scena in Italia, a livello internazionale c'è chi sa maneggiare la ricetta elevandola a hit-perla. 3 esempi


1) DJ Khaled, Rihanna & Bryson Tiller: "Wild thoughts"
Senza dubbio la global-hit dell'estate 2017. Fatta da 3 personaggi che sono spesso il top della spocchia e il fondo del secchiello della classe.
Essere però animali da spettacolo sia al microfono che alle produzioni (sample di Santana sfruttato alla grande) porta questi frutti. Chapeau.

 

2) Nick Jonas feat. Anne-Marie & Mike Posner: "Remember I told you".
Pardòn, tutti i nomi in questa faccenda sono per me una novità. Il pezzo ha un groove eccelso, chi canta lo fa benissimo, il rap ci sta, il video è semplice ma estremamente funzionale. Il risultato è cristallino.



3) Coldplay & Big Sean: "Miracles"
Qui arriviamo al vero e proprio "capolavoro commerciale". Coldplay che per il pop non hanno bisogno di presentazioni, Big Sean con una strofa che inchioda al muro in un mix di pulizia tecnica e profondità di significato, tappeto sonoro che pone l'ago della bilancia esattamente nel mezzo fra hip-hop e pop.



Fra queste 3 hit (parte di un lungo filone estero spaziante da J.Lo coi D-Block a Jess Glynne con Tinie Tempah) e quanto proposto in Italia c'è un gradino di distacco che ruota tutto attorno al target. In casa nostra pare che la riuscita commerciale debba passare per forza attraverso la soddisfazione della fascia di utenza adolescenziale, mentre nei casi di cui sopra si punta sempre ad ascoltatori più maturi.

Viene da pensare che le sorti commerciali della musica italiana siano davvero in mano ai minorenni. Epilogo paradossale di un'industria presa a sfornare tricicli per adulti piuttosto che biciclette per bambini. Con gli adulti costretti a regredire e i bambini mai stimolati a crescere.

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