mercoledì 1 marzo 2017

FENOMENI DEL QUOTIDIANO

Quanto si riesce a valutare il talento, senza tramiti e filtri in mezzo? Senza TV, talent-show, né giornali.
Quante chance ha un Clark Kent a caso di venir riconosciuto Superman senza alcun dubbio, senza alcun "Non può essere!" da parte dei suoi prossimi?


Il caso di Zahariya è emblematico. Parliamo di una delle voci migliori dell'R&B europeo, con un album d'esordio qualitativamente eccelso, uscito una manciata d'anni fa.
Lei impeccabile, il sound idem, le tematiche significative e alcune partecipazioni di punta. 
Un classico, insomma.

 

Io trovai una regina. E niente, oggi fa l'insegnante d'inglese.
Ce lo comunicano i commenti on-line di alcuni suoi studenti che hanno per caso scoperto il suo lato artistico.

Lo stupore dei ragazzi è visibile, increduli nello scoprire che la prof è Wonder Woman ed incerti nel gridarlo, perché le due versioni di Zahariya sono agli antipodi. 
Penna rossa e microfono, consiglio di classe e pezzi con Diam's la marsigliese, la voce da R&B queen nei pezzi e quella probabilmente assai diversa delle reprimende alla classe.

Non mi è dato sapere cosa sia successo, ma so bene che in questi casi trovi mediamente 2 persone che ti capiscono e 8 che ti ridono dietro. E l'unica via d'uscita è fare il botto, ma finché non lo fai -o se non lo fai- sei più screditato che supportato.
E' stato così per tante persone che mi hanno accompagnato negli anni, chi impiegata, chi operaio, chi commessa, chi grafico pubblicitario o cos'altro per sbarcare il lunario. Tanti "talenti della porta accanto", fenomeni da serie A a cui spesso il destino non ha riservato lo stadio giusto.

Io ringrazio il cielo per non aver bisogno di talent-show per riconoscere il talento. 
Meglio se ve ne sarà anche lì, ma non saranno certo il Gatto e la Volpe di turno a spiegarmi chi è che vale.
Discorsi complessi in scenari complicati, perché il parere degli esperti è utile, ma oggi come oggi c'è innanzitutto da valutare chi siano e con quali interessi reconditi arrivino coloro che affollano le giurie. Raramente sono esperti, e se lo sono c'è da capire se siano lì per esserlo davvero.

Potrei chiudere col suggerimento nazional-popolare di "nel dubbio segui il tuo cuore". Che non è malvagio, ma a parte essere io da sempre un sostenitore del binomio cuore-testa, quando si tratta di valutare c'è un terzo tassello che non può mancare: la conoscenza.
E una discreta conoscenza c'è da sbattersi per raggiungerla, ma non sarà un problema per chi ha fra cuore e testa un determinato argomento.

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